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Dazi, Giansanti: Per il riso chiudere la procedura sul rispetto dei diritti umani in Cambogia e Myanmar

«Va chiusa il più rapidamente possibile la procedura di verifica sul rispetto dei diritti umani in Cambogia e Myanmar (ex Birmania). Da troppo tempo i risicoltori italiani ed europei sono sottoposti ad una condizione di concorrenza sleale». È la richiesta indirizzata alla Commissione europea dal presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, con riferimento alle notizie – circolate a margine della recente riunione informale dei ministri del commercio dell’UE – sulle iniziative assunte dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari Esteri, Federica Mogherini, e dalla commissaria, Cecilia Malmstrom, che potrebbero portare alla sospensione degli accordi commerciali preferenziali. L’informazione giunge da una nota pubblicata sul sito web di Confagricoltura.
«Siamo favorevoli alla libera competizione sui mercati aperti – ha aggiunto Giansanti – ma alcune regole fondamentali devono valere per tutti. Non possono arrivare sul mercato dell’Unione prodotti ottenuti con requisiti inferiori a quelli stabiliti dall’UE in termini di sicurezza alimentare, tutela del lavoro e protezione delle risorse naturali». In occasione delle numerose iniziative promosse dalla Confagricoltura, anche in ambito europeo, sulla crisi del settore risicolo, è stato fatto riferimento alle denunce del Consiglio ONU sui diritti umani che parlano chiaro su quella che è la situazione in Myanmar.
Confagricoltura ricorda «che le importazioni di riso sono salite progressivamente dal 2009: la Cambogia è diventata il primo Paese esportatore verso il mercato europeo. E l’import di riso da Myanmar ha fatto registrare un aumento di oltre il 60% a luglio di quest’anno rispetto allo stesso mese del 2017».
«In queste condizioni – ha sottolineato Giansanti – è partito inevitabilmente un processo di forte riduzione dei prezzi sul nostro mercato che mette a rischio la continuità produttiva delle imprese. Per alcune varietà stiamo già assistendo ad un preoccupante calo degli investimenti».
Confagricoltura ricorda, infine, che dal marzo di quest’anno è in corso un’indagine della Commissione europea per accertare l’impatto provocato dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar.

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