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Giansanti (Confagricoltura): «Le notizie false sul latte vanno combattute con “good news” e verità scientifiche»

«Diffondere false notizie su un alimento prezioso come il latte e condannarlo ingiustamente – come è accaduto e continua ad accadere – significa alterare i modelli alimentari e nutrizionali che, invece, sono alla base di uno stile di vita corretto. Occorre un intervento diretto e proattivo delle istituzioni». Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo al convegno su “Le fake news fanno male, non il latte!”, organizzato a Cremona dalla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, nell’ambito della Fiera internazionale del bovino da latte.

«Non è facile contrastare le false informazioni attribuite a sedicenti esperti, medici e dietologi, soprattutto attraverso Internet e i social – ha osservato Giansanti – c’è  una disinformazione colossale, con un coacervo di sintomi e malattie che non c’entrano nulla con il latte, provenienti da fonti prive di preparazione medica e scientifica. È un grave problema che riguarda il latte ma anche altri settori agricoli e zootecnici e l’alimentazione. Bisogna reagire con progetti di coinvolgimento. In quest’ottica è apprezzabile l’attività incessante che sta svolgendo la Libera Agricoltori di Cremona a sostegno degli allevatori ed è importante la “Festa del latte” che propone per valorizzare il settore verso i consumatori».

«È senz’altro fondamentale – ha detto Giansanti – l’educazione alimentare, in collaborazione con la classe medica; il consolidato programma comunitario “Latte nelle scuole” coglie l’obiettivo di promuovere il prodotto nei confronti di studenti e famiglie»

«Ma non bisogna agire solo sul versante educativo – ha concluso il presidente di Confagricoltura – le istituzioni devono essere parte attiva e incrementare la diffusione di buona e veritiera informazione (“good news”), un impegno che ha ripetutamente sollecitato il mondo agricolo, ingiustamente penalizzato da notizie faziose e distorte. Grazie alle sollecitazioni è stato avviato l’atteso lavoro informativo, con appositi siti Internet e comitati scientifici,  per rilanciare i consumi di carne; per il latte si dovrebbe avviare un’operazione similare, prevedendo l’adeguata attività di divulgazione».

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